Una caduta dalla bicicletta mentre si va al lavoro può essere un infortunio in itinere. In linea di principio, è assicurato il tragitto diretto tra l’abitazione e l’attività assicurata; il mezzo di trasporto non è rilevante. Tuttavia, “diretto” non significa sempre il percorso più breve. Anche un percorso più agevole dal punto di vista del traffico, una deviazione o il tragitto necessario per accompagnare o riprendere i figli possono essere coperti, mentre una deviazione privata per fare acquisti interrompe la copertura.
Che cos’è un infortunio in itinere in bicicletta?
La Deutsche Gesetzliche Unfallversicherung definisce infortuni in itinere gli incidenti avvenuti durante il tragitto per andare al lavoro o rientrare dal lavoro, oppure verso il luogo di formazione. Tra questi può rientrare la caduta dalla propria bicicletta, da una pedelec o da una bicicletta presa in prestito. È determinante il collegamento con l’attività assicurata, non la proprietà della bicicletta.
Secondo la DGUV, il tragitto inizia generalmente quando si supera la porta esterna dell’edificio in cui si abita e termina quando si attraversa la porta esterna del luogo di destinazione. Per questo, un incidente avvenuto nella propria abitazione o nella tromba delle scale interna viene valutato diversamente da una caduta sul percorso pubblico davanti all’edificio. Nel singolo caso, l’ente assicurativo contro gli infortuni competente esamina le circostanze effettive.
Il percorso diretto non deve essere necessariamente il più breve
È assicurato il percorso diretto. Le FAQ della DGUV chiariscono che non deve essere obbligatoriamente il percorso più breve o più veloce. Un tragitto leggermente più lungo, ma più agevole dal punto di vista del traffico, può essere considerato diretto. Per chi si sposta in bicicletta è importante quando un percorso sicuro passa da una strada secondaria o da una pista ciclabile, mentre il collegamento più breve utilizza una strada principale pericolosa.
Anche una deviazione segnalata o un percorso che consente di raggiungere il luogo di lavoro più rapidamente nonostante la maggiore distanza può essere assicurato. Non esiste un limite chilometrico generale. È utile poter spiegare il motivo oggettivo della scelta del percorso: lavori stradali, attraversamento sicuro, pista ciclabile, gestione del traffico o collegamento abituale.
Quali deviazioni possono essere coperte?
L’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni prevede alcune deviazioni necessarie. Tra queste rientra il tragitto per accompagnare o riprendere i figli durante l’attività lavorativa. Anche il tragitto in condivisione e le deviazioni necessarie non fanno cessare automaticamente la copertura assicurativa.
L’eccezione non autorizza qualsiasi commissione. L’assistenza ai figli deve essere collegata all’attività assicurata. Chi, dopo aver accompagnato o ripreso il figlio all’asilo, va privatamente al lago abbandona il percorso finalizzato allo scopo assicurato. In presenza di più destinazioni, si valuta quindi per ogni tratto quale sia la finalità.
Interruzione privata: acquisti, caffè e visite
Una deviazione privata verso il supermercato, da amici o in un bar non fa generalmente parte del tragitto di lavoro assicurato. Durante questa deviazione non sussiste la copertura per infortunio in itinere. Quando si riprende il percorso originario, la copertura può generalmente riattivarsi.

In caso di interruzioni più lunghe si applica un’ulteriore limitazione. Secondo la DGUV, un’interruzione privata superiore a due ore può comportare la perdita della copertura assicurativa per tutto il restante tragitto verso casa. Se un’azione costituisca solo un’interruzione di lieve entità o un autonomo percorso privato viene valutato sulla base dello svolgimento concreto dei fatti. Per questo, dopo un incidente è necessario documentare con sincerità orario, percorso e finalità.
Home office e luoghi di lavoro variabili
Chi lavora in home office non ha automaticamente tutti i tragitti da casa coperti dall’assicurazione. Un tragitto verso un appuntamento di lavoro, il luogo di lavoro o un evento assicurato può essere coperto se sussiste un collegamento con l’attività. Il tragitto privato verso la palestra resta privato, anche se in seguito vengono ancora risposte alcune e-mail.
In caso di luoghi di lavoro variabili, trasferte di lavoro o attività autonoma, la competenza dipende maggiormente dalla forma di impiego e dall’incarico. In questi casi non si dovrebbe considerare una generica informazione di un blog come una decisione vincolante. Il datore di lavoro, l’ente assicurativo professionale o l’ente assicurativo contro gli infortuni possono valutare la copertura concreta.
Dopo l’incidente: agire prima di tutto in modo sicuro e prestare assistenza medica
La valutazione come infortunio in itinere viene dopo i primi soccorsi. Mettere in sicurezza il luogo dell’incidente, prestare assistenza ai feriti e, se necessario, chiamare il 112 o la polizia. Annotare i dati delle persone coinvolte e dei testimoni, scattare foto e registrare l’orario e la posizione esatta. Conservare il casco danneggiato e la bicicletta per la verifica successiva.
In caso di trattamento medico, comunicare fin dall’inizio che l’incidente è avvenuto durante il tragitto per andare al lavoro, a scuola o al luogo di formazione, oppure durante il rientro. Questo aiuta ad avviare la corretta fatturazione e documentazione. Il datore di lavoro o l’ufficio competente deve essere informato il prima possibile; per alunni, studenti e studentesse, l’istituto di istruzione è un interlocutore importante.
Chi denuncia l’infortunio in itinere?
I dipendenti devono segnalare l’evento internamente, anche se inizialmente l’incapacità lavorativa sembra di breve durata. Se una persona assicurata è incapace di lavorare per più di tre giorni a seguito di un infortunio sul lavoro o in itinere, oppure muore, secondo la DGUV l’azienda deve trasmettere una denuncia di infortunio all’ente assicurativo professionale o all’ente assicurativo contro gli infortuni. Per gli istituti di istruzione valgono procedure di segnalazione analoghe.
La persona interessata deve conservare referti medici, certificato di incapacità lavorativa, biglietti o prove del percorso, fotografie e contatti dei testimoni. Una documentazione completa non decide da sola il diritto alle prestazioni, ma evita lacune nei ricordi. Il riconoscimento definitivo spetta all’ente assicurativo contro gli infortuni competente.
Cosa copre l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni
Se l’infortunio in itinere viene riconosciuto, l’obiettivo principale è il recupero della salute e della partecipazione alla vita sociale e lavorativa. A seconda del caso, possono essere rilevanti le cure mediche, la riabilitazione e altre prestazioni dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni. Da ciò non si può dedurre un risarcimento forfettario.
I danni materiali alla bicicletta non vengono automaticamente risarciti allo stesso modo dei danni alla persona. Le richieste nei confronti dell’assicurazione di responsabilità civile della controparte e le prestazioni della propria assicurazione per bicicletta o contro gli infortuni sono questioni distinte. Confonderle può creare aspettative errate.
Quattro esempi dalla vita quotidiana
La pista ciclabile sicura è più lunga di due chilometri
Un percorso più lungo, ma più agevole dal punto di vista del traffico, può essere assicurato come percorso diretto. Il tragitto dovrebbe essere motivato oggettivamente da ragioni di sicurezza o di fluidità del traffico, non da un obiettivo di allenamento privato.
Comprare generi alimentari durante il tragitto verso casa
Il tragitto verso il negozio e gli acquisti sono privati. In questa fase la copertura assicurativa è generalmente interrotta. Dopo il ritorno al tragitto originario verso casa, la copertura può riprendere in base alla durata e alle circostanze.
Accompagnare il figlio all’asilo prima del lavoro
La deviazione necessaria può essere assicurata se l’assistenza è necessaria a causa dell’attività lavorativa. Un’ulteriore deviazione privata successiva non è compresa.
Raggiungere il lavoro in bicicletta da corsa facendo un lungo giro di allenamento
La scelta della bicicletta è libera. Tuttavia, un giro di allenamento motivato prevalentemente da ragioni private non diventa un tragitto di lavoro solo perché termina sul luogo di lavoro. La finalità del percorso resta determinante.
Domande frequenti sull’infortunio in itinere
Con una pedelec sono assicurato come con una bicicletta?
In linea di principio, la scelta del mezzo di trasporto è libera ai fini della copertura per infortunio in itinere. Sono determinanti la persona assicurata, il percorso e la finalità. Violazioni del codice della strada o una classificazione errata del veicolo possono comunque avere altre conseguenze giuridiche.
Una deviazione dovuta a lavori stradali è assicurata?
Una deviazione necessaria può rientrare nel percorso assicurato. Dopo l’incidente, il percorso e la situazione dei lavori stradali devono essere documentati nel modo più preciso possibile.
Devo segnalare al datore di lavoro una piccola caduta?
È consigliabile effettuare tempestivamente una segnalazione interna, perché i sintomi possono comparire in seguito. La denuncia formale dell’infortunio dipende, tra l’altro, dalla durata dell’incapacità lavorativa.
Chi decide se il mio incidente viene riconosciuto?
L’ente assicurativo professionale o l’ente assicurativo contro gli infortuni competente esamina il singolo caso. Il datore di lavoro, lo studio medico e la persona interessata forniscono le informazioni necessarie, ma non decidono da soli in merito al riconoscimento.
Aggiornato al 5 settembre 2026. L’articolo offre una panoramica generale e non sostituisce una decisione dell’ente assicurativo contro gli infortuni competente.




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