Dopo un incidente in bicicletta, la sicurezza viene prima, non la questione della colpa. Chi è in grado di agire si ferma, mette in sicurezza il luogo dell’incidente per evitare ulteriori sinistri, verifica la presenza di feriti e, in caso di emergenza medica, chiama il 112. Successivamente si documentano le persone coinvolte, i testimoni, i veicoli e le tracce. Anche in caso di danni apparentemente lievi, nessuno può semplicemente proseguire prima che siano stati effettuati i necessari accertamenti.
Incidente in bicicletta: la sequenza corretta
- Fermarsi e valutare la situazione: Non entrare d’istinto nel traffico in movimento.
- Mettere in sicurezza il traffico e, in caso di danni lievi, sgomberare subito: Avvertire gli altri e, se possibile senza mettersi in pericolo, spostare immediatamente la bicicletta o i veicoli coinvolti.
- Prestare soccorso ai feriti: Verificare lo stato di coscienza e la respirazione, prestare il primo soccorso e, se necessario, chiamare il 112.
- Chiamare la polizia: In particolare in caso di feriti, controversie, fuga dopo l’incidente o danni ingenti.
- Raccogliere dati e prove: Dati personali, targhe, testimoni, fotografie e schema dell’incidente.
Questa sequenza segue gli obblighi fondamentali previsti dall’§ 34 StVO. Ai sensi del comma 1, numero 2, in caso di danni lievi è necessario spostarsi immediatamente; la carreggiata, quindi, non viene sgomberata solo dopo aver completato la raccolta delle prove. Una rapida fotografia d’insieme scattata prima è possibile soltanto se si può fare in sicurezza e senza ritardare lo sgombero. Spostarsi a lato non significa abbandonare il luogo dell’incidente.
Mettere in sicurezza il luogo dell’incidente senza esporsi a nuovi pericoli
Una bicicletta caduta, bagagli sparsi o frammenti di vetro possono diventare un secondo pericolo per il traffico sopraggiungente. Chi è illeso e in grado di agire si rende visibile e chiede aiuto ad altre persone. Su una strada a scorrimento veloce o poco visibile, nessuno deve fermarsi in mezzo alla carreggiata per scattare una fotografia.
Una bicicletta di solito non dispone di luci di emergenza e normalmente non ha con sé un triangolo di emergenza. Occorre quindi agire mantenendo le distanze e proteggendosi: scegliere una posizione ben visibile, avvertire il traffico ed entrare nella carreggiata pericolosa soltanto se ciò è ragionevole. La Polizia bavarese sottolinea che un’azione di soccorso precedente alla messa in sicurezza può mettere in pericolo altre persone.
Quando chiamare il 112 e quando il 110?
Il 112 è il numero dei servizi di soccorso e dei vigili del fuoco. Va chiamato in caso di ferite gravi, stato di coscienza o respirazione anomali e in ogni emergenza medica non chiara. Chi non è in grado di valutare con sicurezza le condizioni deve descrivere alla centrale soltanto ciò che osserva e rispondere alle sue domande. La centrale chiede il luogo, cosa è successo, il numero delle persone coinvolte e le loro condizioni. La conversazione termina soltanto quando non ci sono altre domande.
Il 110 mette in contatto con la polizia. L’ADFC raccomanda di chiamare la polizia in caso di feriti o di controversie sulla dinamica dell’incidente. Anche la fuga dopo l’incidente, il sospetto di consumo di alcol o droghe, l’assenza di dati personali e una situazione di traffico pericolosa sono motivi per farlo. In presenza di feriti, i servizi di soccorso e la polizia possono essere necessari contemporaneamente.
Non minimizzare le lesioni
I disturbi possono essere ancora poco chiari subito dopo un incidente. Dopo un impatto alla testa, un’alterazione dello stato di coscienza o un evidente peggioramento, non si deve proseguire e le condizioni devono essere valutate dal punto di vista medico. I sintomi vanno descritti alla centrale o al personale sanitario, senza formulare una diagnosi autonoma. Il casco e la bicicletta devono essere conservati per la documentazione. Spetta al personale sanitario decidere in merito alla visita e al trasporto.
Una persona ferita non deve essere spostata inutilmente se è possibile una lesione alla colonna vertebrale o al bacino. Tuttavia, se sussiste un pericolo immediato dovuto al traffico, a un incendio o ad altra minaccia, occorre seguire le istruzioni della centrale. Chi presta il primo soccorso agisce nei limiti del ragionevole; non fare nulla per paura di sbagliare non è una buona soluzione.
Questi dati devono essere inseriti nella nota dell’incidente
- nome e indirizzo di tutte le persone coinvolte,
- targhe dei veicoli, dati del veicolo e dell’assicurazione, se disponibili,
- numeri di telefono e dati di contatto dei testimoni indipendenti,
- luogo preciso, data, ora, condizioni meteorologiche e di illuminazione,
- direzioni di marcia, posizione dei segnali, segnaletica e danni visibili,
- numero di pratica o ufficio di polizia, se la polizia verbalizza l’incidente.
Le fotografie vengono scattate da una posizione sicura, sia d’insieme sia di dettaglio. Devono mostrare la posizione dei veicoli, la conformazione della strada, le tracce di frenata, i danni e le lesioni visibili, nel rispetto necessario. Un breve schema con frecce può risultare più comprensibile in seguito rispetto a molte fotografie ravvicinate. Ai sensi del § 34, comma 3, StVO, le tracce dell’incidente non devono essere rimosse prima che siano stati effettuati i necessari accertamenti; resta fermo l’obbligo di spostarsi immediatamente in caso di danni lievi.

Non riconoscere frettolosamente la propria colpa
Sul luogo dell’incidente si registrano i fatti: da quale direzione arrivava ciascuno, dove si trovava la bicicletta, quale semaforo era visibile? Un’affermazione generica come «È tutta colpa mia» non è necessaria né per il primo soccorso né per la documentazione. Le compagnie assicurative ed eventualmente i tribunali valutano la responsabilità sulla base delle prove.
Un modulo di constatazione amichevole compilato insieme può riportare dati e schema senza costituire automaticamente un’ammissione di colpa. Si firma soltanto ciò che è stato effettivamente compreso e osservato. È meglio non aggiungere testi liberi contenenti supposizioni.
Perché un semplice biglietto non è sufficiente
Chi danneggia un veicolo parcheggiato deve fermarsi e attendere per un periodo adeguato alle circostanze. Il § 142 StGB stabilisce che deve essere possibile accertare l’identità della persona, il veicolo e il coinvolgimento nell’incidente. Dopo un allontanamento giustificato o allo scadere del periodo di attesa, gli accertamenti devono essere resi possibili successivamente e senza indugio.
Un nome scritto su un biglietto può andare perso e non sostituisce in modo sicuro gli obblighi previsti dalla legge. Se non è possibile contattare nessuno, occorre chiamare la polizia e concordare come procedere. Non è possibile indicare in modo generale un tempo di attesa fisso valido per ogni luogo, ora del giorno e entità del danno.
Controllare la bicicletta prima di ripartire
Dopo una caduta, una bicicletta può sembrare pronta per l’uso e avere comunque il manubrio storto, la forcella danneggiata, una ruota allentata o il freno compromesso. In presenza di crepe, deformazioni, gioco insolito, sfregamenti, cavi danneggiati o di un avviso sul Pedelec, non si deve proseguire. La bicicletta va condotta a mano o fatta ritirare.
Per la successiva gestione del sinistro, è necessario conservare i componenti danneggiati, il casco, gli indumenti, le ricevute d’acquisto e il rapporto dell’officina. Le riparazioni devono essere documentate. Se l’incidente è avvenuto durante il tragitto per raggiungere il luogo di lavoro o di formazione, occorre coinvolgere anche l’ente competente dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni.
Riordinare la documentazione dopo l’incidente
Ancora lo stesso giorno, fotografie, schema, dati di contatto e numero di pratica devono essere messi al sicuro senza modificarli. Una breve nota personale distingue le osservazioni dalle supposizioni e registra lo svolgimento temporale dei fatti. La documentazione medica, il certificato di incapacità lavorativa, le spese di trasporto e i preventivi dell’officina vanno raccolti ordinatamente nella stessa pratica. I termini o le pretese concrete dipendono dal singolo caso; in caso di dubbi possono aiutare la compagnia assicurativa, la cassa assicurativa contro gli infortuni o l’associazione professionale competente, oppure un consulente legale qualificato.
Domande frequenti dopo un incidente in bicicletta
La polizia deve intervenire in ogni incidente in bicicletta?
Non ogni danno materiale lieve e chiaro richiede un intervento della polizia. In caso di feriti, controversie, fuga dopo l’incidente, dati mancanti o danni ingenti, tuttavia, è opportuno o urgentemente necessario chiamarla.
Posso togliere subito la bicicletta dalla strada?
Sì. In caso di danni lievi, ai sensi del § 34, comma 1, numero 2, StVO, la bicicletta deve essere spostata immediatamente; una documentazione completa non deve ritardare lo sgombero. Una rapida fotografia scattata prima è possibile soltanto se può essere fatta senza pericolo e senza causare perdite di tempo. Spostarsi a lato non significa abbandonare il luogo dell’incidente.
Devo continuare a pedalare dopo un impatto alla testa se fa quasi male?
No. I disturbi possono comparire con ritardo. In presenza di sintomi anomali o di condizioni poco chiare, si chiama il 112; altrimenti si procede a una valutazione medica invece di formulare una diagnosi a distanza autonomamente.
Cosa succede in caso di incidente con un’auto parcheggiata?
Fermarsi, verificare il danno, attendere per un periodo adeguato e consentire gli accertamenti. Se non si presenta nessuno, un biglietto non è una soluzione sicura; occorre chiamare la polizia e effettuare la segnalazione successiva senza indugio.
Aggiornato al 5 settembre 2026. In caso di pericolo o lesioni acute: la propria sicurezza, il primo soccorso e la chiamata ai servizi di emergenza hanno la precedenza.





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